Il cinema di Bong Joon-Ho
Il cinema Coreano dagli anni 2000 è il movimento che ha avuto una crescita maggiore a livello mondiale rispetto ad altri; non sono qui per spiegarne i motivi, ma analizzeremo insieme la filmografia di uno dei protagonisti principali di tale successo.
Il 6 marzo 2025 è uscito nelle sale italiane il nuovo film del regista coreano Bong Joon-Ho, Mickey 17, con un cast tutto internazionale: il nome che tra gli interpreti spicca subito all’occhio è quello di Robert Pattinson, ma tra i protagonisti ci sono anche Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette e Mark Ruffalo. La produzione di questo film ha avuto rinvii non indifferenti, poiché l’uscita era inizialmente prevista per gennaio 2024, e le riprese sono state completate già a fine 2022. Questo articolo vuole fungere da lente di ingrandimento sulla filmografia di uno degli autori ancora in attività più importanti del cinema mondiale, per fornire maggiori informazioni prima della visione del suo ultimo film.
Uno sguardo giudicante sulla Sud-Corea attraverso il cinema (di genere)
Fin dagli albori della sua carriera cinematografica, Bong Joon-Ho ha cercato di parlare della sua nazione in modo giudicante, non in maniera esplicita, ma inserendo nelle sue storie personaggi grotteschi ai margini della società e della moralità. Per fare ciò, ha sfruttato in particolare il genere thriller e il crime movie. In “Barking Dog Never Bite” (2000) e in “Parasite” (2019) parla in modi diversi e in toni differenti degli stessi temi, nonostante la distanza di svariati anni. In entrambe le storie, si parla di classi povere in cerca di riscatto senza fermarsi al giudizio di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. La chiave di lettura che vuole dare l’autore è l’impossibilità di cambiare il nostro status sociale, costringendoci ad usare mezzi non sempre leciti per migliorare davvero la nostra situazione, corrompendo così il nostro essere per adattarci a una società ostile. In “Memories of Murder” (2003) la critica alla Corea del Sud diventa più esplicita e più istituzionale, con il genere che diventa il mezzo per parlare della realtà: la storia del primo serial killer coreano, attivo fra il 1986 e il 1991, consente a Bong di denunciare i metodi discutibili della polizia sudcoreana di quegli anni. Parla dell’abuso di potere, dei sistemi di tortura e di come l’unico reale obiettivo fosse trovare un accusato, senza curarsi se fosse davvero il colpevole. Temi simili vengono trattati anche in Mother (2009), ma con l’aggiunta del legame primordiale madre-figlio e della disabilità.
Dalla Corea al cinema internazionale
Possiamo dividere la filmografia di Bong Joon-Ho in due parti, quella affrontata prima dai toni thriller e di critica sociale sulla Corea del sud, e un’altra composta da produzioni internazionali dalle finalità distributive da film Hollywoodiano. In quest’ultima categoria rientrano “Snowpiercer” (2013), “Okja” (2017) e sicuramente il nuovo film “Mickey 17” (2025). Snowpiercer affronta il problema climatico in una chiave apocalittica, ambientandolo in un treno considerato l’ultima speranza dell’umanità. Okja, invece, si concentra sull’industria dell’allevamento intensivo in modo grottesco e distopico, ma il risultato è chiaramente una riflessione sul presente, in entrambi i casi. In realtà, il primo film sci-fi di Bong, con l’utilizzo di CGI tipica delle produzioni americane, è The Host, un monster movie del 2006 a bassa produzione che, nonostante il budget irrisorio, è riuscito a emergere creando un’opera inaspettata, se contestualizzata alla produzione coreana dell’epoca, considerabile un esperimento ben riuscito utile per le sue opere future.
Alcuni titoli della filmografia di Bong Joon-Ho sono presenti in biblioteca e nel catalogo dello Sbam, per l’esattezza:
- Parasite (2019)
- Snowpiercer (2013)
- Mother (2009)
- Memories of Murder (2003)
Inoltre vi invitiamo ad approcciarvi alla letteratura coreana consigliandovi alcune letture:
- Il minimarket della signora Yeom | di Kim Ho-Yeon
- La vegetariana | di Han Kang (vincitrice del Premio Nobel per la letteratura 2024)
- Atti umani | di Han Kang









