Letteratura e crimine
Articolo di Fabiola Cifarelli
C’è stato un tempo, tra gli anni ’70 e ’90, in cui i serial killer dominavano le cronache nere.
Le loro gesta efferate, il numero spaventoso di vittime e la macabra notorietà li avevano trasformati in icone del male. Uno studio indicò un picco mondiale di questi crimini nel 1978, un anno segnato da una scia di sangue senza precedenti. Poi, l’11 settembre 2001. Il crollo delle Torri Gemelle spostò i riflettori sulla nuova minaccia del terrorismo internazionale. I serial killer, da protagonisti indiscussi, sembrarono svanire nel nulla. Ma è davvero così? I serial killer sono scomparsi, o hanno semplicemente cambiato volto?
Oggi, fortunatamente, è raro imbattersi in decine di vittime. I casi presentano solitamente due o tre omicidi. La tecnologia, le telecamere di sorveglianza e i database di DNA rendono più difficile farla franca. Le vittime, a loro volta, sono cambiate. Grazie all’accessibilità delle notizie di cronaca, le persone sono più attente e meno fiduciose verso gli sconosciuti. Eppure, il fascino morboso per il crimine seriale non è svanito, anzi, si è trasformato. Negli Stati Uniti, casa del maggior numero di serial killer della storia, la cultura della violenza continua a mietere vittime. Ma gli assassini seriali di un tempo, quelli che agivano nell’ombra e colpivano a intervalli regolari, sembrano aver lasciato il posto a una nuova generazione di assassini: i killer di massa. La loro violenza è immediata, brutale, di forte impatto visivo. Stragi in luoghi pubblici e affollati, trasformate dai media in eventi mediatici globali, alimentando un circolo vizioso di paura e voyeurismo.
I casi meno vendibili al pubblico, invece, finiscono nel dimenticatoio. Sempre meno sentiamo parlare degli “angeli della morte”, figure che agiscono in ospedali e RSA, sfruttando la vulnerabilità di pazienti anzianə per compiere i loro crimini, spesso con la complicità di un sistema che preferisce tacere per proteggere la reputazione delle strutture.
Ma perché siamo così attrattə dalle storie di crimini reali? Cosa accomuna i casi di omicidio che più ci colpiscono e che diventano virali?
Innanzitutto, la brutalità e la spettacolarità del crimine: gli omicidi efferati, con dettagli macabri o insoliti, rompono gli schemi della normalità, suscitando shock e incredulità. A questi si aggiungono spesso l’elemento del mistero, la curiosità e il desiderio di risolvere l’enigma, la voglia di partecipare alla cattura dell’assassino, avendo quasi l’impressione di vivere dentro un thriller. Le vittime troppo spesso passano in secondo piano, pur essendo l’elemento che ci fa empatizzare con un caso rispetto a un altro.
Forse la ragione del nostro interesse è la stessa che ci spinge a guardare un film horror: la voglia di provare emozioni forti e sfidare la paura pur restando in un ambiente sicuro.
Il true crime ci permette di esplorare il lato oscuro della natura umana, di addentrarci in menti contorte e di cercare risposte a domande inquietanti; ci dà l’illusione di poter avere il controllo della situazione, di farci trovare “preparatə” nello sfortunato caso in cui dovesse capitare a noi. Vedere i criminali assicurati alla giustizia ci rassicura, ci fa sentire che il male può essere sconfitto, ci permette di esorcizzare le nostre paure capendo meglio il mondo che ci circonda e facendoci sentire un po’ più al sicuro.
Il crimine seriale, pur cambiando volto, continua ad affascinarci e spaventarci. La sua evoluzione riflette i cambiamenti della società, le nostre paure e il nostro desiderio di comprendere il male. Forse, la vera domanda non è se i serial killer siano scomparsi, ma come possiamo imparare a convivere con un’oscurità che si manifesta in forme sempre nuove.
Se l’articolo vi ha incuriosito, di seguito vi lascio qualche suggerimento per approfondire l’argomento (di giorno, altrimenti di notte poi non si dorme):
Libri
- American serial killers : gli anni dell’epidemia 1950-2000 | Peter Vronsky
- Monsters | Robert K. Ressler, Tom Shachtman
- Il grande libro dei serial killer. Quiz e curiosità inquietanti sugli assassini più spietati di tutti i tempi | Ruben De Luca
- Sulla scena del crimine. I delitti e le indagini che hanno fatto la storia | Drew Gray
- Gli angeli della morte. Serial killer in corsia | Cristina Brondoni
Podcast
- Dove nessuno guarda | Pablo Trincia
- Demoni Urbani | Francesco Migliaccio
- Elisa TrueCrime | Elisa De Marco
- Indagini | Stefano Nazzi
Serie tv
- Mindhunter (2 stagioni)
- Adolescence (4 episodi)
- Monster – La storia di Lyle ed Erik menendez (9 episodi)
- Monster – La storia di Jeffrey Dahmer (10 episodi)







