Marzo 2025: La mano che cura
Poteri nascosti, eredità antiche e la forza delle donne nella Storia: a marzo 2025 il nostro gruppo di lettura ha esplorato i sentieri de “La mano che cura”, un romanzo che sfida la linearità, suggerendo che la nostra percezione del tempo sia solo una delle tante possibili.
Le streghe: figure avvolte nel mistero, spesso dipinte come vecchie megere con nasi adunchi, cappelli a punta e calderoni fumanti. Creature della notte, capaci di lanciare maledizioni e volare su scope, hanno popolato l’immaginario collettivo per secoli, alimentando paure e superstizioni. Ma dietro questa immagine distorta si cela una realtà ben più complessa e affascinante: le streghe, in molte culture, erano donne sagge, conoscitrici di erbe medicinali e custodi di antichi saperi; la loro forza e indipendenza, spesso mal viste in società patriarcali, le ha rese bersaglio di persecuzioni e demonizzazioni. Proprio come Lina, la protagonista de La mano che cura di Lina María Parra Ochoa, un romanzo che ci immerge in un mondo dove il confine tra realtà e magia è labile, un libro che racconta la storia di una bruja (strega) che eredita i suoi poteri da una lunga stirpe di donne.
Immergendoci tra le pagine, varchiamo la soglia di un mondo dove il tempo danza in cerchio, dove i fili del destino si intrecciano come radici antiche – e dove la magia pulsa sotto la pelle della realtà. La mano che cura è un incantesimo sussurrato all’orecchio, una melodia che ti avvolge e ti trascina in un viaggio attraverso tre generazioni di donne straordinarie.
Soledad, con le sue certezze che le danzano nello stomaco come farfalle inquiete, ci guida attraverso le sue sensazioni, in una realtà dove l’invisibile si manifesta in un battito d’ali di mosca, in un odore di terra umida, nel sapore metallico del sangue. Lina, che si risveglia alla sua eredità magica in una casa invasa da ombre e presagi; la sua ricerca di Ana Gregoria è un viaggio interiore, un’immersione nelle profondità dell’anima, dove la paura si mescola alla curiosità, e il mistero diventa un invito all’esplorazione. E poi lei, Ana Gregoria, la maestra iniziatrice, la pulsione naturale, gli occhi che guardano.
Il romanzo è costellato di manifestazioni del magico, che si intrecciano con la vita quotidiana dei personaggi. La scrittura di Parra Ochoa è un incantesimo a sé stante: descrizioni di odori, suoni, colori e sapori contribuiscono a creare un’atmosfera vivida e palpabile; ogni passaggio è un’esperienza sensoriale: il profumo delle erbe selvatiche, il fruscio delle foglie, il sapore del tinto. A tratti, la prosa assume una qualità quasi poetica, con un uso intenso di immagini e metafore che evocano l’antica saggezza delle brujas.
La mano che cura è un inno al potere femminile, un canto di ribellione contro i pregiudizi e le persecuzioni. Le brujas di Lina María Parra Ochoa sono donne forti e indipendenti, che conoscono i segreti della natura e li usano per curare e proteggere. Sono le custodi di un’antica saggezza, tramandata di madre in figlia, un filo invisibile che le lega alla terra e al cielo.
E proprio questo potere femminile, questa forza interiore che si manifesta in modi diversi, è stato al centro della nostra visita al Cimitero Monumentale di Torino, un’esperienza toccante e illuminante che ha arricchito l’incontro con il gruppo di lettura. Passeggiando tra i viali alberati e le maestose tombe, abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con la storia, di ascoltare le voci di donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nel tessuto sociale e culturale del nostro paese.
Non si è trattato di una semplice visita, ma di un vero e proprio pellegrinaggio alla scoperta del potere femminile, un potere che si è manifestato in forme diverse, ma sempre con la stessa intensità. Abbiamo reso omaggio a figure come Isa Bluette, la cui vivacità e talento hanno illuminato il palcoscenico del varietà italiano, e a Madre Maria Luigia Clarac, che ha dedicato la sua vita al sostegno delle donne nella difficile Torino industriale dell’Ottocento. Abbiamo ricordato Adelaide Aglietta, la cui voce si è levata alta e chiara in difesa dei diritti civili, e Amalia Guglielminetti, la cui penna ha esplorato le profondità dell’animo femminile con audacia e originalità. Ci siamo commossi di fronte alla storia di Iolanda Margherita di Savoia, che ha scelto l’amore al posto del trono, e di Carlotta Marchionni, che ha pagato con l’esilio la sua passione per la libertà. Abbiamo ammirato l’ingegno di Emma Strada, la prima donna ingegnere civile in Italia, e la tenacia di Rosa Vercellana, la “Bella Rosina”, che ha saputo conquistare il cuore di un re. Abbiamo riflettuto sulla figura di Giuditta Bellerio Sidoli, patriota e compagna di Giuseppe Mazzini, e sulla creatività di Paola Lombroso, giornalista e figlia d’arte. Abbiamo sorriso pensando alle Sorelle Bollito, le dattilografe più rapide della loro epoca, e ci siamo inchinati di fronte al genio di Rita Levi Montalcini e Paola Montalcini. Ogni tomba, ogni nome, ogni storia ci ha svelato un frammento del mosaico femminile, un mosaico fatto di coraggio e determinazione, talento e passione. Abbiamo compreso che l’emancipazione non è un concetto astratto, ma una forza concreta che ha plasmato il nostro passato e che continua a ispirare il nostro presente.
In un mondo in cui la lotta per i diritti delle donne è ancora una battaglia quotidiana, La mano che cura e la nostra visita al Cimitero Monumentale di Torino ci hanno ricordato l’importanza di onorare le nostre radici e di celebrare il potere femminile in tutte le sue forme. Come le brujas del romanzo, le donne che abbiamo incontrato nel cimitero hanno saputo trasformare le avversità in forza, la paura in coraggio, la solitudine in solidarietà. La loro eredità è un invito a riscoprire la nostra mano che cura, quella forza interiore che ci permette di affrontare le sfide della vita e di costruire un futuro in cui l’uguaglianza e la giustizia siano una realtà per tutte le donne.
Se anche tu vuoi prendere parte a questo viaggio letterario, scrivi a tomo@bibliotecavenariareale.it
Ti aspettiamo al prossimo incontro!






